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Livorno Ferraris (Vercelli)
Livorno Ferraris (già Livorno Piemonte, in piemontese Livorn) è un comune di 4500 c.ca abitanti della
provincia di Vercelli. Si trova vicino ai comuni di Crescentino, Saluggia, Cigliano, Bianzè, Santhià;
è situato a circa un'ora d'auto da Milano e mezz'ora da Torino.
E' il paese natale del grande scienziato Galileo Ferraris. Livorno Ferraris sorge nelle
campagne vercellesi e si sviluppa su una vasta area, che lo rende uno dei paesi con il territorio più
vasto della sua zona.
Il territorio del Comune di Livorno Ferraris è attraversato da un tratto della “Via Francigena”
l’antica rete stradale nata spontaneamente in pieno medioevo per congiungere le più
importanti località europee alla città di Roma.
La Via Francigena era costituita da un insieme di strade con percorsi diversificati.
Vercelli già in età romana era un nodo viario importante, infatti si univano strade che provenivano dai due
importanti passi che portavano in Italia pellegrini in cammino verso Roma e la Terrasanta:
il Gran San Bernardo e il Moncenisio.
Dopo aver valicato le Alpi dal Moncenisio, una variante del percorso attraversa la Val di Susa e Torino,
costeggia il Po e arrivava a Chivasso.
Da Chivasso c'erano sono tre possibilità di strada, di cui due interessano Livorno Ferraris.
I primi insediamenti a Livorno Ferraris risalgono all'epoca Romana (infatti sono stati ritrovati numerosi reperti di epoca Romana), ma il primo documento scritto risale alla fine del X secolo,
con il diploma di Ottone III, datato 7 maggio 999, con il quale vennero confiscate le terre di Arduino
e dei suoi alleati tra questi Aimino e Goslino di Livorno, per donarle al vescovo di Vercelli Leone I.Livorno resta sino al 1243 sotto
la giurisdizione dei Vescovi di Vercelli. Successivamente Livorno F. viene ceduto, dal legato pontificio cardinale
Gregorio di Montelongo, al Comune di Vercelli che lo fortifica e lo erige, nel 1254, in Borgo Franco. A questo periodo risalgono il
Torrione d'entrata (Parsun, ristrutturato nel 1388), la parrocchiale di San Lorenzo, testimone nella sola parte bassa del campanile,
la cella benedettina di sant'Andrea al cimitero (rimaneggiata nell'800) e la Chiesa di Santa Maria d'Isana, pressochè integra nella forma,
appartenente ai Templari prima ed ai Gerosolomitani poi.
Verso il 1310 passa sotto il dominio del Monferrato e partecipa alla buona e cattiva sorte del marchesato e del susseguente ducato per
tutto il periodo della sua esistenza, ricevendo in cambio della buona sudditanza diversi privilegi: bealera di Livorno (1465)
libertàdi caccia (1499), le fiere e il mercato del sabato (1519).
Alla fine del 500, il livornese Clemente Fera, vicario generale degli Agostiniani di Lombardia, fonda a Livorno il convento agostiniano
e posa la prima pietra della Chiesa di Santa Maria delle Grazie (1591).
Il seicento è il secolo più travagliato per Livorno Ferraris: guerre e peste sono all'ordine del giorno. A ricordo del periodo viene posta una lapide,
datata 1622, nella chiesa di San Giovanni Decollato. Nel contempo sorgono il convento dei Cappuccini (1623), il romitorio di Loreto
(1625) e, forse, nel 1630 la chiesa di San Rocco sul luogo del lazzaretto, su presistente oratorio.
Nel settecento torna la calma e con essa la voglia di rinascare; un notevole incremento dell'agricoltura porta ad un totale rinnovamento
delle coltivazioni: il riso soppianta sempre più la pastorizia e le coltivazioni del frumento e della vite; in parallelo si moltiplicano
e si modernizzano le botteghe artigiane, principalmente quelle dei fabbri e dei falegnami, che daranno prova di valente perizia nel
rifacimento della parrocchiale.
Iniziata nel 1728 dall'architetto livornese Giuseppe Castelli e terminata dal figlio Filippo nel 1778, la parrocchiale di San Lorenzo è
il monumento più importante e più maestoso del paese (terzo per grandezza dell'intera diocesi eusebiana).
Varcato il secolo, problemi sociali e patriottici si affacciano prorompenti: nascono l'ospedale (1842) e le società operaie,
mentre nel 1859 Livorno si trova ad essere l'epicentro del "laco non geografico" che fermerà l'avanzata austriaca.
Il novecento è storia dei nostri giorni, delle conquiste sociali, delle grandi guerre, del boom economico che nell'ultimo dopoguerra
ha trasformato l'economia da rurale in misto industriale, con tutte le problematiche ad essa inerenti.
La data più importante da ricordare è il 1925, anno in cui Livorno rinasce come LIVORNO FERRARIS.
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Young Beauty
Centro Benessere Estetica e Solarium
di Vetere Susanna
Vicolo Corio n. 10 Livorno Ferraris (VC)
Tel. 0161 47240
P. IVA. 01546220029
Orario continuato dalle 9,00 alle 19.30
Chiuso il Lunedì



